Genetica

Omosessualita’ E Genetica


Mentre le vecchie religioni medievali tentano, con maggiore o minore successo, di far credere che l’omosessualità sia un atto contro natura, gli scienziati portano avanti con metodo le loro ricerche e regolarmente scoprono che è possibile osservare in natura ogni forma di sessualità.

Tutti gli omosessuali sono d’accordo sul fatto di non aver scelto il proprio orientamento sessuale, mentre chi sostiene che l’orientamento sessuale sia una scelta, è incapace di dire quando abbia scelto di essere eterosessuale.

Gli scienziati affermano che l’orientamento sessuale è innato e che tutto il fenomeno si basa sulla genetica. La scienza fa quindi chiarezza sui fatti distorti dalle religioni e conferma le affermazioni fatte dal Maitreya RAEL.

Parallelamente, sempre più paesi decidono di liberarsi dalle religioni ormai desuete, optando per una società laica che applichi la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Grazie alla ricerca scientifica, i ricercatori lavorano con accanimento per stabilire la verità in materia di orientamento sessuale e spingono sempre più in là i limiti della scienza, che sono infiniti.


Storico


In Occidente, sono state effettuate numerose ricerche, tra cui la più nota è il Rapporto Kinsey, realizzato negli Stati Uniti. Il biologo Alfred Kinsey divenne celebre grazie alla sua famosa scala del comportamento sessuale umano, suddivisa in 7 categorie.






Nel 1948, Kinsey affermò che un’alta percentuale di esseri umani (86%) provava attrazione sessuale per entrambi i sessi (bisessuale), ma con diversa intensità; mentre una bassa percentuale (14%) risultava avere un’attrazione esclusiva per persone dell’altro sesso (eterosessuale) o dello stesso sesso (omosessuale).

Nel 1999, il biologo e sessuologo Bruce Bagemihl, negli Stati Uniti, illustrò i comportamenti omosessuali che si ritrovano ovunque in natura. Smentì quindi le religioni che hanno sempre cercato di far credere il contrario. La sua pubblicazione aveva per titolo Biological Exuberance: Animal Homosexuality and Natural Diversity.

Nel 2006, ad Oslo, lo Zoologo Geir Söli confermò le affermazioni di Bagemihl realizzando una mostra al Museo di Storia Naturale, dove espose la sua ricerca contenente una raccolta di più di 1500 specie animali aventi comportamenti omosessuali o bisessuali.

Nel febbraio 2010, il Dott. Jacques Balthazart, in Belgio, esperto in Scienze Zoologhe e in Neuroendocrinologia, pubblicò i risultati del suo gruppo di ricerca in neuroendocrinologia comportamentale: "Biologie de l’homosexualité. On naît homosexuel, on ne choisit pas de l’être".

Nel dicembre 2012, William Riche (Università della California), Urban Friberg (Università Uppsala, in Svezia) e Sergey Gavrilets (Università del Tennessee) formularono l’ipotesi che alla base dell’omosessualità vi sarebbe un fenomeno oggi ben noto, l’epigenetica, ossia il modo in cui si esprimono i nostri geni. Per questi ricercatori, tutto si svolgerebbe al livello di tali marcatori genetici, in un preciso momento dello sviluppo del feto.

Nel gennaio 2014, Il Professore Dick Swaab, in Olanda, ha pubblicato il risultato delle sue ricerche in un libro intitolato We are our brains nel quale parla di sessualità e cervello. Questo neuroscienziato olandese è tanto glorificato quanto ridicolizzato per le sue teorie sul differente sviluppo cerebrale tra uomini e donne, e sul modo in cui la sessualità si manifesterebbe definitivamente nel ventre materno.